Quelli che “I cacciatori amano gli animali”

di Dario Martinelli

Roberto Baggio, celebre cacciatore noto anche come seconda punta, è tornato alla ribalta delle polemiche ambientaliste e animaliste dopo essersi offerto volontario per catturare un puma apparentemente avvistato nell’Isontino (per chi vuole: http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/464514/). Si tratta probabilmente di una battuta, anche se un amico ha dichiarato che, nella sua tenuta di caccia in Argentina, Baggio ne avrebbe catturato diversi esemplari di Puma concolor (l’unica specie che popoli quella zona in numero accettabile: il Puma yagouaroundi è raro, e mi auguro di tutto cuore che sia protetto). Al termine dell’articolo, però (e qui sorge il mio problema), il manager dell’ex-calciatore ricorda che il rapporto di quest’ultimo con natura e animali è improntato al massimo rispetto.

Ci risiamo. Il vecchio cliché del cacciatore che in realtà “ama” gli animali. Quante volte lo abbiamo sentito (dai cacciatori, naturalmente)?

In Italia, rilasciare dichiarazioni interpretabili come “apologia del fascismo” è reato. Io credo che nel mondo si dovrebbe istituire anche il reato di “apologia della stupidità”. Se esistesse una scala “minchiometrica” da 1 a 10 per definire certe affermazioni, il coefficiente di “I cacciatori amano/rispettano gli animali” prenderebbe direttamente 11.

Chi sostiene che un atto supremo di violenza (ovvero mirato alla violazione del più fondamentale dei diritti, quello alla vita), sia una forma di rispetto (o addirittura amore), è o un cretino o è un fanatico. Più probabilmente entrambe le cose. Su questo non transigo, anche se mi scuso con qualche lettore o lettrice che posso aver offeso (un’affermazione come questa è naturalmente impersonale, e non intende prendere di mira nessuno in particolare: ma, sì, chi crede una cosa del genere per me è un idiota. Sorry!).

Faccio pure fatica a offrire un commento sufficientemente offensivo per una stupidaggine del genere, perché farlo equivarrebbe a riconoscere che nonostante tutto un’idea del genere meriti un qualsivoglia commento. L’unica, mi sembra, è cercare di far rinsavire il babbeo con dei paragoni. Ma non speriamoci troppo: se uno dice una cosa del genere, riuscire a farlo ragionare sarebbe come far parlare un italiano corretto a Luca Giurato.

Un inciso. Non esattamente identico a questo luogo comune, ma quasi altrettanto stupido (8/10 di minchiometraggio), è un commento che si legge nell’autobiografia di Baggio, il quale afferma di amare la caccia soprattutto perché ama “il meraviglioso silenzio dei boschi e delle foreste”. Da cui, la domanda: Baggio a caccia ci va con il silenziatore sulla canna o direttamente con la fionda? Gli uccelli li abbatte a fucilate, o li avvelena con l’etere? No, perché d’accordo che Baggio è calciatore e dunque il suo unico neurone lavora part-time e controvoglia, tuttavia mi pare irrealistico pensare che non si accorga che proprio la sua passione costituisce la negazione di principio al “meraviglioso silenzio dei boschi e delle foreste”.

Un momento: e se gli uccelli li abbattesse a pallonate? Non proprio silenzioso, ma accettabile. Questo spiegherebbe anche come mai Baggio ci ha fatto perdere un mondiale, “sparando” (appunto) il suo rigore alle stelle. Quali stelle! Aveva visto un tordo…

Ora. Se, come me, si è animalisti o semplicemente con QI superiore a 30, è molto probabile che, al sentire frasi del genere, si inorridisca e si voglia replicare all’interlocutore responsabile di apologia della stupidità. Come fare? Ognuno avrà senz’altro le sue strategie, ma il mio suggerimento è il seguente:

“Mi stai dicendo che un cacciatore va nel bosco e spara agli animali… perché li ama? Stai dicendo sul serio? Wow, affascinante. Dove ho già sentito qualcosa di simile? Ah, sì: pare che la maggior parte dei mariti che picchiano a sangue le proprie mogli lo faccia per amore. Davvero: lo dicono i mariti stessi, dunque c’è da fidarsi. Certo, il fatto che una rispettabile percentuale di mogli in effetti sopravviva alle violenze domestiche, getta un po’ di ombre su questo dato. Voglio dire, non le ameranno poi così tanto se semplicemente le gonfiano di botte senza ucciderle.

Lo stesso dicasi di qualsiasi forma di violenza sessuale. Sì, certo, c’è un vago sentimento di attrazione, ma quasi sempre la vittima ne esce viva. Poveraccia: sedotta e abbandonata.

Tu invece, caro cacciatore, sei davvero una persona di sentimenti profondi. Tu l’oggetto del tuo amore lo ammazzi. Anzi, gli oggetti. Più sono, meglio è.

Amore di gruppo, eh, porcellone?

Del resto, l’accoppiata eros e thanatos è un classico.

Poi, è chiaro, restano degli interrogativi, ma suppongo non siano così importanti, anche in senso statistico. Per esempio, se prendere a fucilate un animale significa amarlo, e in effetti tu cacciatore torni a casa felice e soddisfatto, perché ti rattristi o addirittura disperi quando accidentalmente colpisci un altro cacciatore o uno che passava di lì per caso? Voglio dire, esattamente quali sentimenti provi per la vittima umana? L’hai ammazzata, no? Dunque la ami. Però allo stesso tempo sei disperato, dici alla polizia che non l’hai fatto apposta, che non intendevi minimamente colpirla, che è stato un tragico incidente… ma allora, cosa? Odiavi la vittima, e l’hai amata per puro caso? Cos’è, un caso particolare della Sindrome di Stoccolma? Quali insondabili misteri nasconde la tua personalità di vero amatore? Esattamente, tu, chi sei???”.

La tragedia, dato appunto il QI del vostro interlocutore, è che questi potrebbe anche non capire che lo state sonoramente prendendo per i fondelli, e finire per essere d’accordo con voi e anzi ringraziarvi per aver illustrato così acutamente il suo punto di vista. Lui (o lei, ma in genere è un lui) non avrebbe saputo far di meglio.

Oddìo, vuoi vedere che vi siete fatti un nuovo amico???

 

 

 

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Comments
One Response to “Quelli che “I cacciatori amano gli animali””
  1. rita ha detto:

    Bellissimo articolo, condivido ogni singola parola.
    E mi ricordo ancora di quella volta che un conoscente (non un amico, ci tengo a precisarlo), per questioni che sarebbe ozioso precisare, entrò a casa mia e il mio cane gli andrò dritto incontro a fargli le feste (affettuoso com’è con tutti), quindi io gli chiesi se non gli desse fastidio (non tutti purtroppo gradiscono le manifestazioni d’affetto di un cane) e il tipo rispose: “ah no, si figuri, io amo gli animali, sono cacciatore!”.
    Purtroppo il binomio caccia-amore per gli animali è una menzogna diffusa dalla propaganda a favore della caccia, e a forza di ripetere questo slogan hanno finito per crederci anche loro. Infatti lo dicono convinti; e lo ripetono ai loro figli, di generazione in generazione. Se ripeti una cosa tante volte, poi la gente finisce per crederci (“1984” di Orwell docet).
    Sai anche cosa dicono i cacciatori? Che rispettano la natura perché uccidendo esemplari di alcune specie in sovrannumero contribuiscono a mantenere l’equilibrio faunistico. Altra balla colossale.

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