Questa è la realtà dello sfruttamento animale

di Rita Ciatti

Questa mattina, in occasione della giornata mondiale per i diritti animali, gli attivisti di Animal Equality hanno organizzato un’efficace e toccante manifestazione per mostrare le vittime reali dello sfruttamento animale: i loro corpi, i loro volti, i loro occhi ormai chiusi per sempre, il loro diritto alla vita negato da chi li considera solo “merce”.
Sessanta attivisti, sessanta ragazzi e ragazze coraggiosi e coraggiose, si sono silenziosamente schierati in Piazza del Pantheon, l’uno accanto all’altro, pronti a ricevere sulle loro braccia i corpicini di sessanti animali morti; animali che la società dei consumi ha stabilito essere rifiuti, non più idonei al commercio, gettati in cassonetti appositi. E invece questi sono i corpi di chi avrebbe voluto solo e nient’altro che correre, saltare, prendere il latte dalla sua mamma, giocare, brucare l’erba, semplicemente, vivere: maialini, coniglietti, topolini, cani, gatti, pulcini, galline: vittime di questo olocausto invisibile che ogni giorno miete migliaia e migliaia di singole ed irripetibili esistenze.
I tanti passanti si fermavano incuriositi, forse toccati, commossi, certamente sorpresi di vedere la vera realtà di ciò che si cela nella comune bistecca o fetta di prosciutto che sono abituati a trovarsi nel piatto. Ho sentito con le mie orecchie, mentre mi aggiravo a scattare qualche foto, una bambina chiedere: “mamma, perché sono morti quegli animali?” e la risposta un po’ imbarazzata, ma almeno sincera, della madre “sono gli animali che vengono uccisi per essere mangiati o per altro“, “e che cosa stanno facendo?“, “questi ragazzi sono qui per sensibilizzare e far capire…
L’esibizione si è svolta in un eloquente e quasi religioso silenzio, intervallato da una bellissima lettura volta a spiegare le ragioni ed il senso di questa toccante iniziativa, invitando le persone a riflettere sulla reale sofferenza degli animali e ringraziando gli attivisti di tutto il mondo impegnati nel sostenere la loro liberazione ed il loro diritto a vivere, ricordando che nessuna specie nasce per soddisfare gli scopi di un’altra, ma solo ed unicamente per sé stessa, per vivere libera.
Moltissima commozione, tante persone piangevano, altre, come me, impietrite di fronte allo strazio di quei corpicini, che però, almeno per una volta sono stati rispettati, onorati, commemorati, pianti; per una volta almeno il loro corpo non è stato violato, ma accarezzato dalla dolcezza di tanti sguardi fraterni e partecipi di questo immenso dolore che scaturisce da ciò che a noi, ormai, appare incomprensibile.
Anche io ringrazio tutti gli attivisti di tutto il mondo e in special modo Animal Equality per aver dato vita ad una manifestazione certamente difficile e di forte impatto emotivo, ma anche immensamente significativa ed efficace.
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Comments
18 Responses to “Questa è la realtà dello sfruttamento animale”
  1. pasquale cacchio ha detto:

    Più teatro di questo?!
    Più spettacolare del Piccolo o della Scala.
    Il Living, sì, questo farebbe oggi Julian Beck.

    • pasquale cacchio ha detto:

      Qualsiasi nuovo pensiero si manifesta in nuove forme,
      nuove abitudini, nuova musica, nuova pittura…
      e, come questa manifestazione, nuovo teatro.
      Il logos non si fa carne dall’oggi al domani.
      Richiede tempo, il tempo lentissimo della ‘natura’, anche quello della ‘natura’ umana.

      • rita ha detto:

        Ottime osservazioni Pasquale, giusto.
        In effetti io sono convinta che per far cadere il velo ottundente dell’abitudine dagli occhi di chi non può accorgersi del dolore altrui sia necessario utilizzare nuove forme. A Milano altri attivisti hanno messo in scena un efficace flash-mob (anche questo potrebbe dirsi living, happening): camminando tra la folla, improvvisamente sono caduti a terra, fingendosi morti, mentre altri mostravano cartelli ai passanti sbigottiti, spiegando che in quello stesso momento migliaia di animali stavano per essere abbattuti (o qualcosa del genere). Efficace, no?
        Questo è l’attivismo di strada che mi piace. Insolito, inedito e per questo capace di sorprendere e magari di far riflettere.

  2. Guido Dalla Casa ha detto:

    “Non danneggiare alcun essere senziente” (dal Buddhismo Mahayana). Le istituzioni delle religioni abramitiche tacciono vergognosamente (quando va bene).

    • emilianorizzo ha detto:

      L’Antico Testamento non tace affatto, anzi è chiarissimo nel dire che l’uomo ha il predominio sugli animali della Terra, cosa che mi trova assolutamente d’accordo. Mangiare carne è una scelta personale e quindi va rispettata. Per quanto mi riguarda, sono convinto che gli animali vanno rispettati in vita e uccisi con metodi meno crudeli. Anche nel tanto decantato Tibet si è sempre mangiata la carne, anche se di nascosto… Il buddismo può dire quello che vuole, ma se una persona sta morendo di fame ha il diritto sacrosanto di mangiarsi la carne pur di sopravvivere.

      • alessandro zar ha detto:

        Mi puoi mostrare un solo esempio dove gli animali siano “rispettati in vita e uccisi con metodi meno crudeli”? Uno solo. Io lo cerco da anni e non lo ho ancora trovato. Poi possiamo continuare sul fatto se sia lecito “un metodo meno crudele” e se puó esistere un metodo assolutamente “non crudele”. Io preferisco non essere coinvolto in crudeltá e non mi importa se sono “piú” o “meno” crudeli. Se tu dormi tranquilla pensando che hai ottenuto “meno” crudeltá quando potresti eliminarla del tutto é la tua scelta personale, ma su quale base deve essere rispettata? Gli animali soffrono e muoino, non dovrebbero essere rispettati?

      • Andrea ha detto:

        Non esiste una scelta personale, se la tua scelta personale va a togliere la vita ad un essere senziente ed intelligente che “NON VIOLE MORIRE”. Sarebbe una scelta personale il suicidio, tu decidi di toglierti la TUA vita. Se fosse una scelta personale perché uccidere un cane è punito dalla legge? È un paese, un mondo, con una mentalità bacata, visto che l’uccidere un animale per mangiarselo è tutto, tranne che una necessità.

      • rita ha detto:

        Caro Emiliano,
        non tutte le scelte personali sono degne di essere rispettate, non quando implicano la violenza e la negazione della vita di altri esseri senzienti. Io posso rispettare te in quanto persona, ma mai la tua scelta mortifera.
        E non mi sembra che tutti quelli che scelgono di nutrirsi di animali e derivati lo facciano perché altrimenti morirebbero di fame.
        Secondo il tuo ragionamento si dovrebbero rispettare le scelte di chiunque a prescindere, dunque rispetteresti la scelta di chi si diverte magari a picchiare la propria compagna o i propri figli?

      • emilianorizzo ha detto:

        Cara Rita, partiamo da due posizioni diverse. Io credo che uccidere gli animali per cibarsene sia assolutamente etico mentre tu pensi il contrario. L’abbiamo fatto da sempre. E’ una scelta dell’individuo. Io in parte rispetto il tuo punto di vista, ma non totalmente. Credo che equiparare gli animali agli esseri umani sia un errore che può portare a comportamenti a dire poco malsani. Ho scoperto che in Germania è nato un movimento di zoofili sessuali che rivendicano “liberi” rapporti sessuali con i propri cani e animali in generale. Quasi tutti si definiscono antispecisti. Purtroppo credo che sia il naturale sbocco di alcune idee: se io considero uguale a me un animale cosa mi impedisce di avere rapporti sessuali con esso?

  3. Fine ha detto:

    Emilia il problema e’ che noi non stiamo morendo di fame e non abbiamo la necessita’ di uccidere nessun essere vivente per sopravvivere oggi. Abbiamo abbondantemente superato il paleolitico. Illuditi pure del fatto che vi serve uccidere per nutrirvi, probabilmente faticate ad accettare il fatto che volete solo mangiare la carne degli animali perche’ vi piace, questa e’ la vera ragione e fa pena pensare che vi piace talmente tanto che non riuscite a farne a meno come ho fatto io e fortunatamente tanti altri.

  4. rita ha detto:

    @ Emiliano

    Che l’abbiamo fatto da sempre non è un argomento. Tantissime cose si fanno da sempre (le guerre ad esempio, evadere le tasse, rubare ecc.) questo non vuol dire che siano comportamenti etici o giustificabili. Anche le donne o intere categorie di persone sono state sfruttate e schiavizzate da sempre e fino ad un certo punto della storia, poi l’acquisizione graduale di una consapevolezza ed un percorso morale sempre più inclusivo dei diritti di tutti ha fatto sì che condannassimo ed infine abolissimo determinati comportamenti e prassi.
    L’esempio che porti del sesso con gli animali è un esempio marginale e ne abbiamo comunque discusso qui su Asinus Novus: http://asinusnovus.wordpress.com/2012/11/12/heavy-petting/

    E comunque ti ricordo che per fare sesso bisognerebbe essere almeno in due e tutti consenzienti. Quindi prendere un animale e stuprarlo è comunque una forma di violenza.

    L’antispecismo non si propone comunque di far diventare gli animali non umani uguali a noi animali umani, bensì combatte la cultura antropocentrica che reputa legittimo fare gli interessi di una specie (la nostra, nello specifico) a discapito di altre specie, quindi combatte lo sfruttamento come prassi che si è andata consolidando nei secoli.

    Guarda, io so molto poco, so però che gli animali non umani sono comunque esseri senzienti che soffrono quando sfruttati, imprigionati, uccisi e che desiderano vivere la loro vita in pace, liberi, assecondando le loro caratteristiche di specie; checché tu ne pensi, ogni specie nasce per vivere libera nel proprio habitat, non per finire nei piatti o per essere trasformata in scarpe, borse ecc.. Visto che non mi è affatto necessario nutrirmi di animali e derivati per vivere, visto che è nelle mie possibilità farlo, scelgo di tirarmi fuori da questo sistema di sterminio istituzionalizzato. Tu uccideresti un altro essere senziente con le tue mani? Se no, allora perché ritieni che sia giusto che altri lo facciano per te?
    Se invece il punto è, come mi sembra di capire, che tu ritieni le altre specie inferiori e per questo giustamente condannate ad essere sfruttate, beh, allora non saprei come proseguire questo dialogo, sinceramente. Solo posso invitarti ad approfondire magari la complessità cognitiva ed emotiva degli animali non umani.
    Poi… si fa presto a dire animali, lo siamo anche noi. Dunque perché animali di serie A ed altri di serie B? Non ti sembra che lo specismo ricordi molto, nella sostanza e negli assunti di base, il razzismo? Noi, come specie, avendo il dono del logos, abbiamo – questo sì da sempre – dato vita ad una narrazione del mondo che sempre ha adottato determinati parametri – guarda caso rigorosamente antropocentrici – per giudicare le altre. Che significa inferiore e superiore? Rispetto a chi? Queste sono categorie che non hanno senso. Perché dobbiamo essere metro e misura di tutte le cose? Così come la terra non è al centro dell’universo, noi, specie umana, non siamo al centro del mondo. Ce lo siamo raccontato, abbiamo elaborato una cultura in cui sembra naturale che sia così, ma è un’illusione. Se i ghepardi fossero la specie dominante, stai sicuro che anziché l’intelligenza così come la intendiamo noi, riterrebbero ben più utile, come parametro, la velocità (questa l’ho rubata a Leonardo Caffo ;-)).

    • emilianorizzo ha detto:

      Purtroppo non credo che sia così marginale, visto gli ultimi sviluppi:

      http://www.fattidicronaca.it/articolo/sesso-con-gli-animali-l-aidaa-lancia-l-allarme-troppi-casi-al-nord/12305/

      Credo che se non ci fossero gli allevamenti di animali per consumo di carne bisognerebbe abbattere miliardi di ovini, bovini, polli, tacchini ecc. Non posso in alcun modo equiparare la vita di un topo, o anche di un cane, alla vita di un essere umano. Dovrei quindi scegliere di salvare un cane al posto di un essere umano? La vita di mia moglie è preziosa quanto la vita di una capra? No, non la penso in questo modo. Gli animali sono forme di vita diverse e in quanto tali vanno amati, senza però confondere un bambino con una pecora. L’uomo ha sempre sfruttato l’uomo, per quale motivo non dovrebbe sfruttare l’animale? Anche gli animali si mangiano tra loro, la violenza è implicita nella vita, sia animale che umana. Nel caso in cui morissi di fame credo che ucciderei un animale, perché tu no? Se non per me, lo farei per mia moglie e i miei cari.
      Buona serata.

      • rita ha detto:

        Ma nessuno ti chiede nella vita reale, di tutti i giorni, specialmente quando vai al supermercato se scegliere di salvare la vita di una capra o di tua moglie. Ma che discorsi sono? Ragiona, prova un attimo a ragionare: non è che ogni volta che io scelgo di mettere nel carrello della spesa la cotoletta di seitan o soia al posto della bistecca muore un mio parente. 😀 Nessuno mi punta la pistola la tempia dicendomi: “scegli, o tua sorella, o il seitan”. 😀 Guarda, la prendo a ridere perché i ragionamenti che fai proprio non hanno senso.
        Gli animali (non tutti, quelli carnivori) si mangiano tra loro per necessità, noi possiamo scegliere. Inoltre un conto è mangiare una preda, un altro è allevare e sfruttare a livello sistemico miliardi di esseri senzienti per motivi non veramente necessari. Mi torni con il discorso della sopravvivenza e dei casi marginali (“se morissi di fame e se quello e se quell’altro”), ma non stai morendo di fame, non hai necessità di mangiare carne per sopravvivere. E la violenza non è implicita manco per niente nella vita, prova ne è che si può vivere benissimo senza dover uccidere esseri senzienti. Dici che l’uomo ha sempre sfruttato anche l’uomo. Ma questo, torno a ripeterti, non è un argomento. L’uomo ha sempre fatto tante cose riprovevoli, ma anche tante altre meravigliose, se è per questo. L’uomo allora è anche dotato di empatia. Comunque buona serata a te. Non credo che vorrò aggiungere altro.

  5. emilianorizzo ha detto:

    Non mi sono spiegato bene. Volevo dire che equiparare animali e uomini può portare a questi eccessi. Voi credete questo, di conseguenza uno di voi potrebbe scegliere di salvare un animale rispetto a un uomo. Non c’entra niente la cotoletta nel carrello al posto di un parente… Tutto il lavoro umano si basa sullo sfruttamento, non da oggi ma da sempre. Gli animali, semplicemente, rientrano nella catena di montaggio. L’uomo è capace di tutto, lo so bene, sia nel bene che nel male, ma questo non toglie che senza la sperimentazione animale l’uomo oggi non avrebbe gli antibiotici che tante vite hanno e continuano a salvare. Ripeto: mangiare carne è una scelta. Ognuno faccia come vuole.

    • rita ha detto:

      Sì, anche guidare sotto l’effetto di droghe è una scelta, dunque ognuno faccia come vuole?
      Gli animali rientrano nella catena di montaggio? Mamma mia cosa mi tocca sentire!
      Non si tratta di equiparare animali ed esseri umani per il semplice fatto che dovremmo essere già tutti equiparati, in quanto siamo tutti animali, di specie diversa, ma tutti animali. Riconoscere che tutti abbiamo un medesimo valore inerente, quello della vita, non significa arrivare a nessun eccesso, se non di pietà, compassione, amore. Non esistono eccessi di amore ed empatia, che senso ha voler quantificare l’empatia e dire fin qui posso arrivare, oltre no? Che danni può fare l’empatia ed il rispetto dell’altro? Nessun danno. I danni avvengono semmai quando si comincia a porre confini ontologici, a dire tu specie d’affezione mi vai bene, tu no perché sei parte della catena di montaggio.
      Gli animali sono esseri senzienti. Punto. Uccidere, sfruttare, schiavizzare esseri senzienti è semplicemente mostruoso ed ingiustificabile. Punto.
      Ma tanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
      Mi spiace, ma la tua scelta di nutrirti di vite senzienti non può esigere nessun rispetto perché fondata su assunti del tutto arbitrari ed ingiustificati.
      Poi mi dici che sei anche a favore della sperimentazione animale, ma io sinceramente vorrei capire il senso dei tuoi interventi qui. Questo è un sito antispecista in cui scrivono persone che si battono per la liberazione animale, persone che quindi rifiutano ogni tipo di sfruttamento animale A PRESCINDERE DALL’UTILITA’ che esso possa avere o non avere e lo rifiutano per motivi essenzialmente etici; aspiriamo ad una società più giusta e libera per tutti, anche per te. Quindi cosa credi che venendo qui a dirci che invece mangiare carne è una scelta ci fai cambiare idea, o cosa? Qui è benvenuto chiunque voglia discutere pacatamente, non chi arriva con affermazioni apodittiche a dire che uccidere e sfruttare dovrebbe essere la libera scelta di chiunque.
      Anche io affermo con fermezza che uccidere e sfruttare esseri senzienti è mostruoso, ma lo affermo perché mi baso su conferme empiriche della sofferenza degli altri animali non umani, non su pregiudizi, luoghi comuni o abitudini e tradizioni radicate nel passato come invece fai tu. Comunque prosegui pure se ne hai voglia, io veramente chiudo qui perché i tuoi interventi cominciano un po’ a stancarmi. Tanto è un muro contro muro. Il dialogo è impossibile. Tu non sei venuto qui per dialogare, con la mente aperta, questo era ovvio dal momento che avevi scritto questo:
      “L’Antico Testamento non tace affatto, anzi è chiarissimo nel dire che l’uomo ha il predominio sugli animali della Terra, cosa che mi trova assolutamente d’accordo.”.

      Ecco, infatti a suo tempo non ero intervenuta perché veramente ho poco da dire a chi anziché portare argomenti mi espone la sua visione veterotestamentaria. E bene avrei fatto a non intervenire nemmeno oggi. Vabbè.

      Saluti.

      • emilianorizzo ha detto:

        Volevo solo esprimere un parere senza offendere nessuno. È chiaro che non sono antispecista, non mi sono mai nascosto. La vita di un essere umano per me sarà sempre più importante della vita di un animale. Se dovessi scegliere tra la vita di un uomo e di un animale sceglierei sempre il primo. Verso gli animali provo rispetto e considerazione, ma non parità. Quando scrivo che gli animali fanno parte della catena di montaggio non lo dico compiacendomene, ma cerco di descrivere una realtà. L’uomo è uno schiavo e pretendi che non lo siano gli animali? L’uomo, per quanto tu lo chiami “animale”, non sarà mai un animale come gli altri. Sì, hai ragione, i nostri punti di vista sono inconciliabili e per questo mi fermo qui e ti saluto. Nonostante tutto è stato un piacere. Buona notte.

    • sdrammaturgo ha detto:

      Ah ecco, quindi tu mangi la trippa per salvare l’umanità, adesso ho capito.

  6. rita ha detto:

    Allora, le posizioni inconciliabili rimangono tali. Né intendo io farti cambiare idea.
    Quello che ti contesto fortemente e che mi sento in dovere di correggerti è la tua errata supposizione che l’antispecismo significhi scegliere tra la vita di un uomo o di un animale. Non è nulla di tutto ciò.
    Se dovessi scegliere tra mia madre ed una sconosciuta, pur essendo entrambe esseri umani, è ovvio che salverei mia madre poiché sono a lei legata da un sentimento d’affetto. Vedi dunque che il tuo esempio è del tutto fuorviante. Di fatto, scegliendo di rispettare la vita animale, non sacrifico nessun essere umano.
    Poi, un’ultima cosa sulla scelta del mangiar carne. Ovvio che finché sarà legale mangiarla, sarà una scelta. Ciò non toglie che si tratti di una scelta che comporta morte e sofferenza.
    Comunque non sei l’unico a considerare la specie umana superiore e per questo legittimata a sfruttare tutte le altre e persino i membri della propria. A te piace vivere in una società così? A me no e mi adopero per cambiarla.
    Lo sfruttamento NON è insito nella natura (tanto che gli animali non umani carnivori non sfruttano, ma solo si nutrono di prede per necessità, necessità che noi non abbiamo perché siamo onnivori e possiamo scegliere di non nutrirci di carne e derivati animali), bensì un costrutto socio-culturale che si è andato formando nei secoli.

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