Dossier sulla Sperimentazione

a cura di Leonardo Caffo

Il Dossier sulla sperimentazione, pubblicato nel numero IV di Maggio 2012 di Asinus, ha suscitato un lungo dibattito e diverse risposte. Qui di seguito gli articoli pubblicati.

 Scarica l’ebook dedicato

  1. L’unica via per dire “no” alla sperimentazione animale, 20 Maggio 2012
  2. Altre vie? Una risposta a “L’unica via per dire “no” alla sperimentazione animale” di Leonardo Caffo, 21 Maggio 2012
  3. Arbitrio, detenzione, sadismo, 21 Maggio 2012
  4. Difendere la vivisezione come ricerca di base? – Strumenti per l’antivivisezionismo scientifico, 22 Maggio 2012
  5. Etica? Scienza? Grazie, tutt’e due, 23 Maggio 2012
  6. Annamaria Manzoni risponde a Ignazio Marino sulla questione della sperimentazione animale25 Maggio 2012
  7. Verso un antivivisezionismo politico, 1 Giugno 2012
  8. Non resta che far torto o patirlo, ovvero perché dovete essere favorevoli alla sperimentazione animale, 22 Agosto 2012
  9. Tutto questo dolore, 23 Agosto 2012
  10. Vivisezione utile? Not in my name (discorso a Udine di Leonardo Caffo), 28 Settembre 2012
  11. Quo vadis ricercatore?, 12 Dicembre 2012

Viene fuori una condivisione generale dell’antivivisezionismo scientifico da parte degli antispecisti, che respingono gli argomenti dell’antivisezionismo etico.

E se non fossimo ancora maturi, come movimento, a difendere gli animali a prescindere dalle implicazioni per l’umano?

Se volete partecipare al dibattito con un articolo inviate direttamente il vostro pezzo a Leonardo Caffo <asinusnovus@gmail.com> che si sta occupando della tematica, e della raccolta del dossier.

Rassegna Stampa.

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Comments
5 Responses to “Dossier sulla Sperimentazione”
  1. devetag ha detto:

    Beh, dire “faticano a comprendere gli argomenti dell’antivivisezionismo etico” mi sembra non del tutto corretto e un po’ ingeneroso. Non credo sia così. Piuttosto credo che, essendo in gioco un dilemma morale che può assomigliare, nella testa di molte persone, a una situazione del tipo “mors tua vita mea” (anche se sappiamo che così non è) allora la condotta morale corretta non è immediatamente chiarissima e lampante, a prescindere dal fatto che nella parte delle vittime ci siano animali non umani (come in effetti è) o animali umani (come potrebbe essere in una situazione ipotetica).

  2. ritaciatti ha detto:

    Io non respingo affatto l’antivivisezionismo etico, anzi, per me l’idea che gli animali vengano usati nei laboratori per farci esperimenti, test e chissà quant’altro rimane intollerabile e da stigmatizzare tout court ed è ovviamente la mia prima ed unica motivazione per dire “no” alla sperimentazione; questo unicamente perché ritengo che essi, gli animali, debbano avere il nostro medesimo diritto alla vita e non debbano essere sfruttati. E, da antispecista quale sono, non potrebbe essere altrimenti. 🙂
    Purtroppo però la maggioranza dell’umanità non sembra pensarla affatto così. L’informazione mediatica a favore della sperimentazione usa lo strategemma retorico dell’utilità del sacrificio di “alcuni” animali che consentirebbe di salvare molte vite umane e sappiamo quanto nella nostra cultura la vita umana valga più di qualsiasi altra (il numero degli animali “sacrificati” ovviamente viene sempre minimizzato, si parla sempre di “alcuni” animali, ma comunque anche se fossero effettivamente pochissimi per me cambia poco, la vita di un solo animale non vale meno di quella di di molti: nell’articolo de L’espresso ad esempio uno sperimentatore afferma di aver ucciso UN babbuino per poter eseguire un trapianto d’organi; ammette poi che la strada intrapresa fosse quella sbagliata perché gli organi degli animali umani e degli animali non umani non sono compatibili, ma non rinnega nulla in quanto la strada della ricerca procede per tentativi e bla bla bla. In realtà chissà quanti babbuini sono stati uccisi.)
    Dopo il caso di Green Hill posto all’attenzione pubblica stiamo assistendo al verificarsi di una maggiore apertura e sensibilità verso le cosiddette specie d’affezione, ma dei topi, ratti, conigli, rane ed altri animali che solitamente si usano non importa nulla a nessuno.
    In questi giorni ho spesso sentito dire: “non è possibile che dei cani vengano trattati come cavie”, espressione che sottointende che invece sia ammissibile che le cavie vengano uccise.
    Nell’attesa che la coscienza dell’umanità cambi – e sappiamo che cambierà solo quando, di fatto, cambieranno le strutture economiche, sociali e politiche che permettono alla specie umana di sfruttare le altre specie – intanto credo sia auspicabile ricorrere a tutte le armi possibili per combattere la sperimentazione animale.
    Insistere quindi anche sull’antivivisezionismo scientifico credo possa portare qualche risultato. Quantomeno far riflettere sul fatto che a fronte di migliaia di esseri viventi sacrificati non ci sono poi nemmeno tutti questi risultati.
    Per come la vedo io, antivivisezionismo etico e scientifico non si devono escludere a vicenda, ma possono essere lasciati coesistere.
    Ultima considerazione: la maggioranza dei medici che sostengono l’antivivisezionismo scientifico, credo che si muova comunque sempre da considerazioni anche etiche.

  3. michele ha detto:

    ciao
    non credo che combattere il vivisezionismo anche dal punto di vista scientifico sia un’immaturità, sempre considerando come primario l’aspetto etico; così come non sarebbe contraddittorio combattere la magia come antiscientifica qualora usasse parti di corpi di animali uccisi per fare la pozione d’amore…

  4. Anna ha detto:

    Non capisco perchè remare contro quella minoranza di comunità scientifica (anche non animalista!) che si oppone alla s.a… purtroppo esistono antivivisezionismi pseudoscientifici di pessima qualità che rovinano la piazza ma ciò non significa che bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

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