Sulle solite lotte intestine tra animalisti, o come ci vogliamo chiamare

di Federica Staky Garau

Stavolta il pretesto è Green Hill.

Ho notato, anche attraverso l’auto-osservazione decennale (non mi tiro mica fuori, d’altronde la realtà è una proiezione), che molti diventano attivisti inconsciamente anche per soddisfare le istanze separatiste e di sopraffazione del proprio Ego, replicando gli stessi schemi che cercano di combattere, dando dunque più importanza alle differenze che alle analogie.

In fondo non ci vuole altro che un piccolissimo sforzo mnemonico per ricordare come e quando abbiamo cominciato ad allargare il nostro “circolo di compassione”.. Siamo diventati vegan e attivisti il giorno stesso? Abbiamo tutti dato via qualunque indumento in pelle, i cosmetici e i prodotti per la casa non cruelty free seduta stante? Io non credo che sia andata così per tutti noi! Nel mio caso non è andata così. E per voi? Avete mandato affanculo i vostri familiari obbligandoli ad appoggiare e supportare al 100% la vostra scelta, così da non rischiare accuse di incoerenza dall’esterno e avere un curriculum immacolato, e potervi ergere a giudici e, dal vostro misero tribunale, cominciare a distribuire consensi o stroncature ai vostri “vicini di striscione”??

C’è qualcuno che davvero non ricorda più che prima di diventare vegan forse ha cominciato a interessarsi di questioni più “popolari” come la vivisezione, e con radici meno profonde nella cultura, nella tradizione e nella psicologia di ciascuno di noi rispetto alla questione “carne” ad esempio, sicuramente più ostica da affrontare in termini di responsabilità personale? E’ possibile che qualcuno di voi ATTRAVERSO quella lotta più “facile” e “popolare” e le PERSONE con le quali è entrato in contatto, abbia potuto conoscere e cominciare a prendere in considerazione le altre istanze di liberazione, animale e umana?? E’ possibile che sia andata così o in modo simile?

Come pensiamo di liberare gli animali senza creare integrazione tra le umanità DIVERSE con cui entriamo in contatto, con retroterra diversi, e che mostrano interessi affini ai nostri, magari in forma ancora germinale, ma sinceri e sentiti? Può davvero esistere un altro modo per diffondere idee ed empatia? Come pensiamo di diffondere empatia se non ne proviamo nei confronti dei nostri simili che si trovano in un punto differente del percorso?? Come possiamo pensare di salvare i nostri fratelli isolandoci nella vita (e anche sulle bacheche di Facebook) da ogni voce contraria, o solo di grado diverso, o che semplicemente proviene da chi ancora non è semplicemente al corrente di certe cose perchè la vita l’ha portato a porre l’attenzione su altro prima??

Nessuno dice di farvi ammorbare tutto il giorno da chi la pensa al contrario e vi succhia l’energia positiva dicendovi quanto è bello masticare i vostri fratellini ammazzati e cotti!! Non è questo che dico!

Non vi va che il vostro vicino di striscione mangi un panino con mortadella alla manifestazione contro la viviszione? E’ OVVIO!! A me darebbe infinitamente fastidio! Ma allora preferiamo che se ne stia a casa perchè non è 100% coerente? E chi lo è? Chi lo è veramente? Perchè invece non badare più alle analogie e focalizzarsi sui motivi per cui si trova a quella manifestazione e magari la volta successiva invitarlo a una cavolo di proiezione o dibattito o banchetto o cena veg o conferenza sul consumo di carne e fargli conoscere gli animali che mangia da un altro punto di vista??

Gli animali prigionieri dell’uomo non si libereranno senza l’uomo!!

Focalizzarsi sull’UNIONE, non sulla separazione, sulle analogie, non sulle differenze, su ciò che ci rende simili, sugli obiettivi comuni, non sulle mancanze che TUTTI NOI abbiamo! Nessuno di noi è coerente al 100%, ma non è questo che conta. Solo con l’integrazione, l’unione e la creazione di un terreno comune può essere innalzato il grado generale di coerenza!

I topi e i maiali per me, e per moltissimi di noi, sono importanti quanto i beagle! Ma per alcuni manifestanti NO!! o ANCORA no!! E questo è un FATTO! Allora che facciamo? Dobbiamo aspettare di far prima cambiare loro idea sul diritto alla vita dei roditori per accettare l’aiuto sincero e sentito che vogliono offrire per la chiusura di Green Hill, visto che una breccia del genere non si presenta tutti i giorni, oppure accettiamo tutto l’aiuto e magari proviamo a capire che non c’è modo migliore di questo per fare in modo che il loro cuore can-gattaro possa allargarsi abbastanza da accogliere anche altre specie, col tempo e grazie all’interazione con ideali più ampi e i loro portatori bipedi?

Mi sento ridicola per aver scritto cose tanto ovvie.

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Comments
21 Responses to “Sulle solite lotte intestine tra animalisti, o come ci vogliamo chiamare”
  1. Serena Contardi ha detto:

    Concordo con ogni singola parola, pure con gli spazi. Qualcuno lo doveva dire, e lo hai fatto tu, benissimo fra l’altro. Brava (e pure bella…eheheh) !

  2. despin ha detto:

    A coloro che vanno alle manifestazioni contro la vivisezione con la mortadella bisogna pur dire qualcosa oppure no?
    Altrimenti sembra che la mortadella sia ok.
    Se si parla dei Beagle e non si parla anche delle mucche, si va a rinforzare l’idea che certi animali sia ok torturarli, ed altri no. E le coscienze delle persone si alleggeriscono, mangio la mortadella però mi batto per i Beagle. Però mi prendo cura dei randagi. Però raccolgo i rospi dalla strada.
    Non si tratta secondo me di isolarsi, ma di uscire allo scoperto nella massima coerenza e nella massima chiarezza.
    Animalista ed allo stesso tempo mangiatore di animali è per me inaccettabile.
    In nessun modo accettabile.

  3. pasquale75321 ha detto:

    non basta non mangiar carne per salvarsi l’anima: la sola esistenza come esseri umani in una società umana come quella attuale è un crimine contro gli animali (riassumo all’sso Ceronetti)
    Pasquale

    • marcomaurizi74 ha detto:

      e qualcuno potrebbe pensare (anzi qualcuno addirittura pensa) che ciò significhi che dobbiamo estinguerci. A questo porta la “coerenza” assunta come valore astratto e assoluto. Tra l’altro questo tipo di logica ferrea funziona perché dà per scontato il valore (metafisico) del principio di identità che in sede logica esprime quel rifiuto del non-identico che sta alla base del dominio in sede storica. “Non esiste vita vera nella falsa” (Adorno). Quante volte bisognerebbe ripeterselo…

  4. pasquale75321 ha detto:

    ah ah, e mo’ eccolo un nuovo battibecco tra animalisti 😉

  5. Fede Staky ha detto:

    Grazie Serena! 😀

    Despin, intanto chiarisco che il mio era uno sfogo feisbuchiano più che altro, quindi lungi dall’essere completo!
    Ad ogni modo, io non ho scritto da nessuna parte che non bisogna mai far notare l’incongruenza di certi atteggiamenti (con modalità e tempi che non comportino danni alla causa possibilmente), ma anche stupirsene sapendo perfettamente che la maggior parte della popolazione terrestre ragiona in modo specista e che parte di queste persone ama cani e gatti, sa della vivisezione e va alle manifestazioni senza aver mai approfondito nulla degli altri aspetti di un “animalismo” più coerente, e quindi antispecista, lo trovo surreale!
    Io credo che a chi si mangia il panino con la mortadella alla manifestazione si possa pure dire qualcosa, se lo si vuole (sempre nei modi di cui sopra magari..), ma ciò che riterrei più efficace (sempre perché noi si parla di ste cose perché ci interessa liberare gli animali, giusto??) sarebbe intervenire come ho scritto nel mio piccolo sfogo. Non so se hai letto il passaggio.
    Anche io rilevo l’incongruenza dell’animalista mangia-animali, non credo esista un vegan che non la veda, ma allo stesso tempo riesco a scorgerne anche un’altra bella grossetta: non mi capacito di come non si riesca a tener presente il ricordo di se stessi prima del cambiamento per applicarlo a queste situazioni prima di sganciare giudizi, con relative contormisure, un po’ troppo facili. Ma non è forse anche questa l’empatia?!?
    Intendiamoci, anche io ogni tanto pubblico su Facebook foto di cani e maialini insieme, ad esempio, sottolineando quanto sia ipocrita e insensato metterli su piani diversi,mnagiarn euno e coccolare l’altro, ma si tratta di una provocazione, rivolta alla sensibilità e all’intelligenza degli individui, nella speranza di provocare una piccola rottura delle loro vecchie sinapsi per crearne di nuove, non si tratta di disertare e invitare a disertare un corteo per chiedere la CHIUSURA di un allevamento, solo perché ci partecipa gente che di antispecismo non ha mai sentito parlare o nemmeno sa com’è fatto un maiale perché, per qualche ragione, che nè tu nè io possiamo giudicare, non ci ha mai REALMENTE pensato prima magari, o comunque non abbastanza!
    Noi tutti siamo fatti di condizionamenti, spesso fortissimi, e diversi per ciascuno. A volte basta un click per scardinarli, ma dev’essere il click giusto al momento giusto, a volte ci vogliono anni di riprogrammazione.

  6. despin ha detto:

    Io non so bene cosa sia successo per Green Hill. Non partecipo alle manifestazioni in Italia in quanto vivo all’estero.
    Ho sempre avuto il pensiero di preparare un volantino ad hoc per queste manifestazioni di “animalismo esteso” (cani, gatti, vivisezione ecc.). E diffonderlo ai partecipanti. Un volantino sull’etica dell’alimentazione veg, naturalmente.

    Io penso che queste occasioni vadano sfruttate. Approfittare che un bel numero di persone venga attratto in una piazza da un evento “animalista” (dio quanto detesto questa parola), e far loro notare l’ipocrisia mostruosa e gigantesca di “lottare” per una specie e divorare le altre.

    Il cibo è per me il punto essenziale, l’ipnosi più radicata e devastante.
    Se vedi che mangiare una gallina è un fatto criminale, sarà molto più facile vedere che usare un roditore per un esperimento è altrettanto criminale.

    Ma se gli animali li mangi, allora vedi solo ombre. E le ombre sono ingannevoli e fuorvianti. Ci si può radicare ancora di più nell’idea che magari i pesci dopotutto si possano sacrificare. Che magari i cani no, ma i topolini si possano ben pure vivisezionare.

    Michela Vittoria Brambilla ci offre un bell’esempio di ciò: si dichiara vegetariana, combatte per Green Hill ma gestisce un lucroso business nell’ittica (cioè massacra milioni di pesci), e al telegiornale afferma che i Beagles di Green Hill “non sono mica cavie da laboratorio”, dando a milioni di telespettatori il messaggio che le cavie da laboratorio siano invece ammissibili.

    Secondo me questi finti amanti degli animali sono pericolosi. Bisogna combatterli attraverso la massima chiarezza e coerenza. Non si può accettare nessun compromesso.

    Sarà che io sono diventato veg di colpo. Non che mi sia accorto prima che i cani e i gatti fdossero carini, e poi i cavalli, e poi le mucche.

    La gente è così addormentata che si adagia. Ho manifestato per i cagnolini, adesso mi spetta una bella frittura di pesce. Allora, per assurdo, meglio non manifestare per i cagnolini.

  7. Fede Staky ha detto:

    Anche io sono diventata veg di colpo, sono andata a letto carnivora il 7 gennaio 2002 e mi sono svegliata vegetariana il giorno dopo, quindi in virtù di questo dovrei ritenere tutte le persone che sto aiutando pubblicamente e privatamente, anche in questi giorni, a informarsi sulla questione assecondando la loro curiosità (non priva di paure di sorta) e la loro intenzione più o meno variabile di cambiare stile di vita, degli impuri ritardatari e indegni?
    Anche per me il cibo è un punto fondamentale, la penso come te sulla Brambilla in generale, ho anche scritto nei commenti a questa nota su Facebook che ci sono questioni affini a ciò di cui stiamo parlando, come l’attivismo di stampo fascista, i politici che salvano gli animali e affondano i barconi di immigrati ecc.. (per sintetizzare) e che queste cose vanno trattate a sè! Credo nel principio di contingenza e credo che la realtà sia troppo complessa per non considerare ogni caso a sè,
    Io non credo che fare i duri e puri a tutti i costi e usare l’accetta quando si deve scegliere la via più produttiva in relazione a un obbiettivo così importante sia una buona idea.
    Per il resto, io penso di aver già risposto, anche nella nota vera e propria.

  8. sdrammaturgo ha detto:

    Alle manifestazioni animaliste (o come vogliamo chiamarle) rilevo sempre un dato: una maggioranza schiacciante di presenza femminile su quella maschile. Siamo su una media fissa di 70 a 30.
    Ora, da un lato sono pure contento: più donne intorno a me.
    Questo però la dice lunga su come ancora il concetto di virilità sia legato ad immaginari arcaici: veganismo e questione animale (quando non impegno tout court) sono ancora evidentemente visti come occupazioni femminee, roba da femminucce sognatrici e ipersensibili, mentre il vero uomo pensa a lavorare e non perde tempo in cazzate.
    Donne, disponete di una grande arma per migliorare questo stato di cose: non datela a certi uomini.

    P.S. Se devo andare a liberare un coniglio e un fascista si offre di aiutarmi, accetto: quello che conta è tirare fuori il coniglio. Poi ognuno per la propria strada e nemici come prima.

    • Fede Staky ha detto:

      Se devo andare a liberare un coniglio mi faccio aiutare anche da Satana in persona…
      Ma il punto è un altro e dipende dalla contropartita che esige appoggiare iniziative di un certo tipo. Insomma, dipende dai casi specifici, io non riesco a generalizzare su certe cose.

  9. Giusi Ferrari ha detto:

    Io penso che non sia neppure giusto prendersela con chi esprime difficoltà a tollerare comportamenti specisti. Il problema è che molti specisti che si dedicano a una causa, dimostrano poi di non volerne sapere di altre questioni inerenti la sofferenza animale. Ci chiamano integralisti, come se esistesse un eccesso in termini di diritto animale. Lo specismo volontario e consapevole dilaga. Nessuno se la prenderebbe mai con un antirazzista che non riuscisse a marciare accanto a un fascista dichiarato. E’ per questo che considero la manifestazione di Manerbio la migliore cui abbia mai partecipato. I principi erano espressi chiaramente e liberi dall’ambiguità, la vera speranza di un cambiamento radicale. Per il resto, le singole azioni di liberazione compiute da singoli individui non possono essere soggette a indagine rispetto alla coerenza di chi le compie. Sono importanti di per sé per le creature che ne beneficiano.

  10. Ale ha detto:

    Perfetto. Perché una cosa è puntare a migliorare sé stessi e il mondo, un’altra rimirarsi nella propria incorruttibile purezza.

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