Annamaria Manzoni risponde a Ignazio Marino sulla questione della sperimentazione animale

di Annamaria Manzoni
Ignazio Marino ha scritto su L’espresso del 17 maggio un articolo provivisezione (ci mancava giusto lui!) intitolato “Diciamo grazie a un babbuino” che inizia con “Nel 1992 ho ucciso un babbuino” e prosegue con tutte la convinzioni del caso. Questa la replica che gli ho inviato:
“Non c’è parola, in nessun linguaggio umano,
capace di consolare le cavie che
non sanno il perchè della loro morte”
( Elsa Morante).
Gent. Senatore Marino,
in merito al suo intervento “Diciamo grazie a un babbuino” a cui l’Espresso ha ritenuto di dare tanto spazio, evito di entrare nel merito delle sue affermazioni scientifiche, per le quali non ho titoli, ma su cui ho comunque informazioni diverse sulla base delle tesi, opposte alle sue, di medici e biologi antivisezionisti e autorevoli riviste scientifiche che, con argomentazioni incalzanti, definiscono “falsa scienza” la vivisezione.
Mi permetto invece alcune osservazioni di tipo etico, che non solo non prescindono dal rispetto che è dovuto alla sua persona per la forza di altre battaglie, ma a questo si appellano. Proprio sulla base di posizioni forti da lei assunte in altri campi, risulta in primo luogo incomprensibile il suo passivo riferimento alle regole internazionali (“Rigorose regole internazionali vietano….”): in altre situazioni lei sostiene che, quando le regole sono sbagliate, vanno combattute, non accettate come dogmi. Il principio di autorità non può essere invocato o attaccato a seconda dell’utilità che ne deriva alle proprie tesi.
Sorprendenti sono poi le sue argomentazioni del tipo abbiamo percorso una strada sbagliata (alias: abbiamo ucciso un numero che preferiamo non precisare di animali) ma non rinnego nulla: non rinnega nulla??? Non crede che la leggerezza di cui si circonda esentandosi da sensi di colpa, l’ assenza di una adeguata riflessione critica sugli errori commessi, la serena indifferenza al dolore sordo e senza remissione degli animali sia un ulteriore insulto al male che loro hanno dovuto subire?
E davvero è consono alla sua natura, quella della comunicazione diretta e franca che in altre occasioni ha mostrato, parlare di “sacrificio” animale? Non crede sia solo auto difensivo attribuire un alone di sacralità all’uso di animali sottoposti ai peggiori tormenti immaginabili da parte di persone incuranti della loro sofferenza, della loro impotenza, dei loro disperati tentativi di sottrarsi a ciò che nessuno potrebbe sopportare? Che cosa c’è di sacro in tutto questo? Sacrificio è parola davvero inidonea: e visto che chiamare le cose con il loro nome è doveroso se non si vuole mistificare la realtà, vale credo la pena di ricorrere a termini più corretti: suggerirei tortura.
E che dire di quell’”eppure”, in grado di ribaltare una tesi “Il rispetto per ogni essere vivente è un dovere, EPPURE i test su animali….”: quindi basta una presunta necessità per scardinare un principio etico fondamentale: è questo quello che pensa?
Ancora: a proposito delle sue argomentazioni sulla perdita del lavoro che sarebbe indotta dallo smantellamento dei laboratori: per analogia si sentirebbe di osteggiare la sospensione della produzione di armi (industria italiana dal grande indotto) dal momento che potrebbe avere analoghe conseguenze?
Quando passa al contrattacco accusando di mancanza di coerenza chi si oppone alla vivisezione senza abbracciare un’alimentazione vegana, ha di certo ragione: di questo ognuno deve rispondere a se stesso e prima ancora agli animali che non si astiene dal mangiare: la strada è aperta e le speranze crescono per il diffondersi di una sensibilità nuova. Ciò non toglie che un’argomentazione che ha in sé la sua giustificazione non perde rilevanza a causa della possibile incoerenza di chi la sostiene.
In sintesi, senatore Marino, qualunque etica che si fermi ai confini dell’umano è a mio avviso incompleta, povera, insufficiente a definirci come rispettosi degli altri. Non diciamo perciò grazie al babbuino che lei ha ucciso: prostriamoci se mai, per quello che può servire, a chiedergli scusa.
Annunci
Comments
9 Responses to “Annamaria Manzoni risponde a Ignazio Marino sulla questione della sperimentazione animale”
  1. Pietro ha detto:

    brava Annamaria!!! gran bell’articolo!

  2. Emma ha detto:

    Mi associo alla risposta della signora Manzoni. In effetti, non meraviglia che il senatore Marino, che pure ha portato e porta tuttora avanti molte battaglie nel mondo della sanità italiana, sia totalmente privo di sensibilità riguardo al tema della sperimentazione sugli animali. Si può comprendere che lui, come chirurgo specialista di trapianti, esprima certe idee ma ciò che lascia esterrefatti è che manchi totalmente la speranza e il desiderio che la sperimentazione non sia più necessaria. Ecco, questa è una posizione che ritengo assolutamente inaccettabile. Molte persone ritengono che l’uomo abbia diritto di vita e di morte sugli animali e ciò è totalmente falso. E’ fondamentale modificare questa abitudine mentale della nostra società per cancellare tanta crudeltà.

  3. Cinga ha detto:

    salve, vorrei sapere quali autorevoli riviste scientifiche (SCIENTIFICHE) con peer review definiscono falsa scienza la vivisezione. Grazie. C.

  4. Giovanni ha detto:

    ho riletto questo tuo appassionato intervento… non ripeto che come sempre le tue parole fanno vibrare l’animo e il cuore.
    mi allaccio solo alla conclusione, per ribadirla: il senatore marino, con la sua auto-conveniente ipocrisia, si autoassolve e perpretra con leggerezza raggelante un ulteriore e reiterato assassinio del babbuino ucciso e torturato (mi chiedo, senatore, ne ha davvero ucciso UNO SOLO??? credo invece che, come costume di chi schiaccia tutti gli altri animali nella unica categoria collettiva, appunto, di animali, non abbia difficoltà a compiere ardimentose operazioni matematiche-retoriche, riducendo a ‘uno’ (simbolo), le decine o centinaia di babbuini uccisi). per concludere: si ringrazia chi, su un piano di paritò – quando non di superiorità – rispetto a noi, ci ha dato volontariamente e libera(l)mente qualcosa di suo per aiutarci. a un prigioniero, che abbiamo ridotto alla totale incapacità di fuggire e difendersi, per farne oggetto da usare fino alla morte, dovremmo davvero solo chiedere perdono.

    • annamariamanzoni18 ha detto:

      Grazie Giovanni. Hai perfettamente ragione. credo che Ignazio Marino con quella sorta di autodenuncia in cui volutamente usa il verbo “uccidere”, estraneo al gergo dei suoi colleghi, abbia cercato di cambare tattica e , invece di negare, provocare. Ne è uscito un quadro della sua personalità indecente, tanto da farlo guardare con occhi diversi anche quando pontifica in altri campi. Non ho mai ricevuto risposta da lui nonostante la sua segretaria, alla mia telefonata, mi abbia assicurato che lui lo fa sempre. Nella foga di difenderlo strenuamente, mi ha anche detto che lei ha un cane……….
      Ultima osservazione: se, come lui dice, l’85% degli italiani è contrario alla vivisezione, non dovrebbe dimenticare che lui è lì dove è per rappresentarli.
      Un carissimo saluto.

  5. ga33iano^^^ ha detto:

    Che dire Signora Annamaria Manzoni del suo intervento così limpido e correttamente chiaro? Quest’argomento non può prescindere da una consapevolezza più ampia della Vita, dell’Esistere, diversamente si rischia (spesso è così) di vivere e ragionare a scompartimenti stagni, mentre la VITA che è AMORE abbraccia il Tutto che si fonda e si fonde nell’Uno. Se è vero che la SA, che io preferisco chiamare col suo termine esatto ossia VIVISEZIONE, è attuata per trovare rimedi alle malattie dell’animale uomo, non si può ignorare che la maggior parte di esse (quasi tutte) sono la conseguenza dell’errata alimentazione ovvero il mangiar carne e derivati dal regno animale: questo è contrario alla Natura stessa dell’uomo che non è un carnivoro. E’ palese quindi l’assurdo della Vivisezione: l’uomo uccide gli animali per cibarsene e poi uccide altri animali per trovare cure al suo stesso errore. Ecco quindi secondo me l’evidente doppio errore ideologico-culturale dell’essere più stolto che vive sulla Terra. La ringrazio e la saluto cordialmente,,,,ga33iano^^^

Trackbacks
Check out what others are saying...
  1. […] Annamaria Manzoni risponde a Ignazio Marino sulla questione della sperimentazione animale,  25 Maggio 2012 […]



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: