Annullamento della conferenza sulla sperimentazione animale in Statale: vediamoci chiaro

di Serena Contardi

Sono iscritta all’Università degli studi di Milano, e sono molto affezionata alla sede di Via Festa del Perdono: checché se ne dica, un luogo maestoso e magnifico. Appena appreso, in data martedì 14 maggio 2013 dal blog di Oltre la specie, che la Statale avrebbe ospitato un dibattito sulla sperimentazione animale, sono stata presa da un moto di autentico entusiasmo: finalmente in accademia – nella mia accademia – si sarebbe discusso di animali e della liceità delle pratiche a cui sono stottoposti.
Fino a che, venerdì 17, scopro che l’evento è stato annullato, causa ritiro della disponibilità da parte dei relatori pro-SA. Spazientita, cerco sulle pagine facebook di Fermare Green Hill e Pro-Test Italia una spiegazione convincente dell’accaduto, ma non la trovo. Almeno fino a sera, quando Pro-Test Italia rende pubblico il seguente comunicato:

Il 29 Aprile di quest’anno Pro-Test Italia ha ricevuto via mail l’invito da parte del professor Sandro Zucchi, dell’Università statale di Milano, a intervenire con un proprio rappresentante in un dibattito sul tema della sperimentazione animale da svolgersi Lunedì 20 Maggio, cui avrebbero partecipato anche un altro esponente favorevole e due oppositori.
Ciò che è diventato chiaro solo tre giorni fa è che uno di questi oppositori della sperimentazione animale sarebbe stato tale Lorenzo Lo Prete, uno degli “attivisti” che hanno perpetrato fisicamente proprio quegli atti di vandalismo nei confronti dell’Università di Milano contro cui noi abbiamo veementemente protestato. Fintanto che le leggi italiane non saranno radicalmente cambiate, questo significa che Lorenzo Lo Prete sarà chiamato davanti a un tribunale a rispondere di illeciti penali proprio contro l’università in cui vorrebbe essere ospitato.
I relatori pro sperimentazione animale invitati hanno sollevato forti perplessità riguardo alla presenza di un personaggio come Lo Prete in veste di invitato e relatore proprio presso la statale di Milano, soprattutto visto e considerato che il suo nome è stato tirato fuori da Zucchi solo dopo che l’evento era già stato concordato. Zucchi dal canto suo si è rivelato del tutto impervio a tali obiezioni, e contrariamente a quanto alcune voci affermano, non abbiamo ricevuto nessuna controproposta sulla possibilità di sostituire Lo Prete con un altro relatore. In conseguenza di ciò i relatori pro sperimentazione animale hanno ritenuto che in quella sede fossero venute meno le condizioni per un confronto sereno sul tema della sperimentazione animale, che avrebbe invece rischiato di trasformarsi in una legittimazione degli atti vandalici operati dagli attivisti del gruppo Fermare Green Hill (i quali per quanto ci riguarda restano moralmente e legalmente degli interlocutori squalificati).
Fermo resta che saremmo disposti a discutere con qualunque interlocutore che non risulti coinvolto all’azione vandalica contro il dipartimento di farmacologia; o perfino con lo stesso Lo Prete, ma non in una sede, come l’Università di Milano, che possa dare adito al sospetto di una legittimazione morale o accademica del personaggio.

Daria Giovannoni

Oibò – penso – questo Zucchi, che mariuolo! Pareva un professore così serio e disciplinato, e invece è un tale gaglioffo, capace di tendere un tranello agli impavidi Pro-Testers, che pòretti non sapevano – se non a tre giorni dal dibattito – avrebbero dovuto incontrare Lorenzo Loprete delinquente: in persona.

Rispettosi della legge come delle istituzioni, i nostri avrebbero dunque per questo stesso motivo declinato l’invito con tanto colpevole ritardo, riservandosi eventualmente di discutere con tale figuro in una sede altra dall’Università Italiana. Il problema di Loprete, difatti, non è certo il suo cognome – benché a nessuno sia in effetti ancora chiaro come diavolo si scriva: Lo Prete o Loprete? – , non è la sua barba scura che lo rassomiglia all’uomo nero, non è il suo mangiar tuberi e nemmeno il suo sussurrare ai ratti: è il suo coinvolgimento nei fatti criminosi di sabato 20 aprile.

L’abbiezione dello Zucchi mi è a questo punto manifesta, tanto che son tentata di unirmi al coro di quelli che gli danno del “talebano” su facebook, incalzati in qualche modo da tale DrP, che fa presente a una ghenga di incalliti anti-animalisti il professore osi addirittura proporre i testi di Peter Singer a lezione:

zucchitalebano

Poi mi fermo a riflettere. Dunque i Pro-Testers hanno scavalcato un ordinario della Statale, decidendo per noi tutti chi può o non può entrare in Accademia? Dunque non gli basta tutelare la ricerca, devono tutelare pure l’Università? Mi indispettisco: io, iscritta alla Statale: a differenza loro. E cresco nel sospetto non sia tutto così limpido.

Lunedì mattina, sulla sua homepage, Sandro Zucchi annuncia lapidariamente l’annullamento del dibattito, riprende parte del comunicato di Pro-Test Italia e aggiunge:

Quello che il comunicato di Pro-test Italia non dice è che il messaggio di invito da loro ricevuto parlava fin dall’inizio di “un dibattito con gli animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia”.

Ovvero, se Zucchi dice il vero, il comunicato di Pro-Test Italia non è sincero: vi si sostiene di essere stati tenuti all’oscuro della presenza di uno degli animalisti che hanno occupato abusivamente la Facoltà di Farmacologia, quando già nell’invito si faceva esplicito riferimento a questa circostanza.

Mi butto sulla pagina facebook di Pro-Test Italia, posto la nota di Zucchi sotto al commento di un ragazzo che si chiama Davide e attendo compostamente delucidazioni. Nel frattanto, un utente particolarmente molesto mi dà abbastanza gratuitamente della “bamboccia disneyana”: io penso che è solo un ciccione e lo ignoro.

Finalmente arrivano:
dario

Notare: non affermano quanto riportato da Zucchi sia falso. Al che, esterrefatta davanti a un tale sfacciato appello alle emozioni su una pagina di sedicenti “razionalisti”, domando se il loro (presunto) fraintendimento del franco invito del prof. Zucchi («un dibattito con gli animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia») li abbia fatti sentire legittimati a compilare un comunicato non esattamente veritiero. Esso avrebbe potuto (dovuto?), se mai, fare riferimento a un grossolano misunderstanding (non certo dovuto Zucchi) e magari scusarsene, non instillare un po’ obliquamente il dubbio che gli ingnari Pro-Testers siano stati vittima di un tentato raggiro.

dario1-2

È possibile ingannare senza apertamente mentire, e in effetti l’intero comunicato di Pro-Test Italia è giocato su una sottigliezza che finisce volutamente per fuorviare il lettore: non era noto l’animalista che sarebbe intervenuto nel dibattito fosse Loprete, e questo è vero, ma era perfettamente noto – perché scritto a chiare lettere già nell’invito – che gli interlocutori dei Pro-Testers sarebbero stati gli «animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia»: proprio loro, i rei confessi. Cosa c’era di poco trasparente? Se invece del barbuto Loprete ci fosse stata una delle ragazze coinvolte nel blitz – una delle non barbute – sarebbe cambiato qualcosa? No. E questo basta a mostrare tutta la povertà dell'”argomento” di Dario.

Ma è interessante che Alberto fornisca una versione dei fatti non così aderente a quella espressa nel comunicato (e ribadita contro ogni evidenza da Dario):

alberto

Ora sembra che i Pro-Testers non avessero completamente equivocato le parole di Zucchi: semplicemente, non immaginavano il professore potesse avere preso questa decisione senza consultare «tutti i relatori» (ma, a parte Alberto stesso, ne rimane uno solo: Alessandro Papale) e il rettore. Solo che a questo punto si impone più che mai lecito un dubbio: non sarà che l’altro relatore e il rettore stesso, sulla presenza degli «animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia», sono stati tenuti all’oscuro tanto quanto Pro-Test Italia, ovvero per niente?

Per quanto mi riguarda, su questa faccenda Pro-Test Italia rimane una fonte assolutamente non attendibile e, più scorro con gli occhi quel travestito d’un comunicato, più mi chiedo che senso abbia il cumulo di non-detti e mezze-verità che sta dietro alle scuse addotte dai membri dell’associazione.

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Comments
42 Responses to “Annullamento della conferenza sulla sperimentazione animale in Statale: vediamoci chiaro”
  1. Ale ha detto:

    Ti leggo sempre con molto piacere, questa volta sei stata particolarmente esilarante. 🙂

  2. sergio marchese ha detto:

    Scritto caratterizzato da arguzia e ironia che evidenzia la modestia culturale, etica ed umana dei pro-testers.
    P.S.
    DrP e’ una donna
    P.P.S.
    Vorrei un commento sull’atteggiamento IMPERVIO del Prof. Zucchi….

  3. Riccardo ha detto:

    già, è davvero uno scandalo che un professore di filosofia proponga tra i suoi libri di testo l’opera per eccellenza di Singer… ma gli ignoranti non erano gli animalisti? non è che basta infilare due parole in latino per sembrare dei geni, se poi uno non sa quel che dice

    Vabbè, brava Serena, da oggi in poi per tutti “bamboccia disneyana” 🙂

    Comunque, se Pro-Test Italia inizia così, poi fa manifestazioni con gli eticissimi detentori di animali di Federfauna, mi sa che non va molto lontano…

  4. Lorenzo Loprete ha detto:

    Se il problema è la mia barba posso radermi senza problemi!

  5. Francesco S. ha detto:

    Non si può discutere con chi ha partecipato ad un reato sul luogo del reato. Io non discuto su chi mi ruba in casa e mi incasina i documenti, io lo denuncio. La posizione del Rettore, dell’Università e di Pro-test Italia è legittima nonostante le “seghe mentali” dell’autrice.

    • sergio marchese ha detto:

      Tralascio di commentare il riferimento di Francesco alle asserite “masturbazioni mentali” di Serena. Mi limito a fare notare a Francesco che, se evitasse di rispondere con la solita frase del “ladro in casa” (un refrain privo di originalita’) e si informasse, scoprirebbe, suo malgrado, che con il suddetto “ladro” Pro-Test accetta di parlare a Senigallia, facendo con cio’ miseramente crollare l’impianto logico (?) di Francesco. Ma possibile che i pro-testers non abbiano tra le loro nutrite fila qualcuno che riesca ad argomentare un po’ meglio del Francesco di turno? Mi auguro per loro che stiano risparmiando le loro risorse migliori per il futuro e che in questi gionri abbiano fatto parlare quelli meno validi perche’ se non e’ cosi’, quanto a capacita’ argomentative sono molto scarsi…

    • Mattone ha detto:

      …stramaledetti Viet Cong!

      • Mattone ha detto:

        Oops, Sergio Marchese mi ha preceduto di un attimo, comunque più o meno intendevo la stessa cosa ma con parole diverse 🙂

        p.s.: “Non si può discutere con chi ha partecipato ad un reato sul luogo del reato. Io non discuto su chi mi ruba in casa e mi incasina i documenti, io lo denuncio.”
        Direi che ogni commento sarebbe comunque superfluo…

    • Serena ha detto:

      Il comunicato di Pro-Test Italia è ingannevole, questo il solo senso del post. Le seghe mentali su Loprete – pure un gran bel ragazzo – vai tu a fartele da un’altra parte.

      • Francesco S. ha detto:

        La magistratura deciderà sul reato. Certo è non si può discutere con chi ha commesso un crimine sul luogo del crimine, mi sembra chiaro. Cosa c’entra l’aspetto del sig. Loprete? Non ne capisco il nesso logico visto che il comunicato non lo considera minimamente. Le seghe mentali sono la dietrologia che si fa senza attenersi ai fatti. Loprete ha partecipato ad un reato in quella sede? Mi pare perfettamente logico non volercelo. Voglio vedere io se mi reco sul posto di lavoro di Serena, le incasino tutto commettendo un reato e poi voglio parlare con Serena sul suo posto di lavoro. Cosa ci sarebbe di logico in tutto ciò. Nulla. Come nulla c’entra l’aspetto del sig. Loprete.

      • pasquale cacchio ha detto:

        Ah ah, sì sì, la magistratura deciderà sul reato.
        Temo che Loprete venga condannato.
        Come fu condannato Thoreau e tanti altri affamati di giustizia.
        Ma tu andrai sicuramente all’Inferno dei luoghi comuni.

  6. Riccardo ha detto:

    Francesco, se tu fossi nato un paio di secoli fa in America diresti per coerenza che liberare schiavi è inammissibile perchè così ha deciso la legge. Ma la legge non sempre è in grado di giudicare correttamente ciò che è moralmente lecito e ciò che è moralmente illecito fare. Poi fate un po’ voi…

    • Francesco S. ha detto:

      Le leggi devono essere razionali, non morali. Se fossi nato negli USA negli anni dello schiavismo sarei stato antischiavista, per motivi puramente razionali, non per un idea di giusnaturalismo. Io sostengo che i diritti e doveri siano un contratto sociale tra esseri in grado di comprendere quel contratto fondamento della società civile. Ci sono altri che sostengono l’esistenza di diritti pre-civiltà a priori, sono questi ultimi che lo devono dimostrare.

      • sergio marchese ha detto:

        Dopo che hai detto questa idiozia assoluta non so se fai piu’ pena, per la tua assoluta mancanza di capacita’ logica, o ribrezzo, per la pericolosita’ delle tue tesi.
        Quindi secondo te i bambini o i portatori di handicap intellettivi non hanno diritti? Essi sicuramente non sono in grado di comprendere quel “contratto sociale” di cui tu blateri a sproposito e che, per come lo descrivi, e’ solo un patto tra i “forti” che legittima lo sfruttamento di tutti coloro che forti non sono!
        Ti riempi la bocca con locuzioni (“giusnaturalismo”) di cui non conosci minimamente il significato (quanti e quali libri di filosofia del diritto hai letto?) E fai affermazioni caratterizzate da un nazismo agghiacciante (il tuo concetto di estensione dei diritti porta dritto dritto all’eugenetica! Ma poi i nazisti sono sempre gli animalisti vero?).
        Il solo fatto che tu ti sia dichiarato anti-razzista per motivi “razionali” fa rabbrividire.
        Persone come te sono il peggio dell’umanita’

      • Francesco S. ha detto:

        Il contratto sociale include tutti i membri del gruppo biologico che ha espresso il contratto in quanto mediamente quel gruppo è in grado di comprenderlo. Ci fosse un’altro gruppo biologico diverso dai sapiens in grado di comprendere il contratto, almeno in media, ne entrerebbe a far parte. Disabili e bambini fanno parte della società ergo si applica pure a loro. La reductio hitlerium di solito è l’argomento di chi non ha argomenti unito all’insulto gratuito, vi aveva anche ammonito la redazione di evitare certi atteggiamenti, avevo proprio ragione “le perle ai porci”. Di antifascismo e antirazzismo potrei insegnarle parecchio signor Sergio Marchese, i miei modelli sono K. Marx, Gramsci, B. Russell.

      • Sergio ha detto:

        Quanto a Bertrand Russell…T
        “The fact that an opinion has been widely held is no evidence that it is not utterly absurd; indeed, in view of the silliness of the majority of mankind, a widespread belief is more often likely to be foolish than sensible. There is no impersonal reason for regarding the interests of human beings as more important than those of animals. We can destroy animals more easily than they can destroy us; that is the only solid basis of our claim to superiority.”

        Bertrand Russell

      • Sergio ha detto:

        We value art and science and literature, because these are things in which we excel. But whales might value spouting, and donkeys might maintain that a good bray is more exquisite than the music of Bach. We cannot prove them wrong except by the exercise of arbitrary power. All ethical systems, in the last analysis, depend on weapons of war.”
        Betrand Russell, “If animals could talk.”

      • Sergio ha detto:

        Quanto a Marx, è un pensatore le cui affermazioni ed idee andrebbero collocate nel suo contesto storico.
        Noto senza sorpresa che viene completamente dimenticata la “Scuola di Francoforte”, espressione del pensiero marxiano

      • Sergio ha detto:

        Si allora si legga “Favole di Libertà” di Antonio Gramsci e in particolare “Il cane e il passero”.
        Lei ha come punti di riferimento pensatori di cui non ha nemmeno compreso la portata del pensiero.

      • Riccardo ha detto:

        “Io sostengo che i diritti e doveri siano un contratto sociale tra esseri in grado di comprendere quel contratto fondamento della società civile.”

        Io invece sostengo che i diritti e doveri siano un contratto sociale tra esseri in grado di comprendere quel contratto fondamento della società civile e che si chiamano Riccardo, tutti gli altri devono essere uccisi a bastonate! 🙂

      • Sergio ha detto:

        Ho giusto giusto tirato fuori il bastone …..
        Per l’olio di Ricino ci pensi tu Riccardo?
        Non so cosa ne pensi tu ma, parafrasando Orwell, la mia opinione è che “tutti gli umani sono uguali ma ci sono alcuni umani più uguali degli altri” …. E quelli che si chiamano Francesco sono meno uguali degli altri …. 🙂

    • Francesco S. ha detto:

      Da modelli di riferimento si prende il modo di ragionare non ogni singola opinione, ma farsene delle proprie si è solo dei pappagalli.

      • Francesco S. ha detto:

        ERRATA:
        Da modelli di riferimento si prende il modo di ragionare non ogni singola opinione, ma farsene delle proprie altrimenti si è solo dei pappagalli. E comunque nessuno dei tre autori da me citati era un sostenitore dei diritti animali.

      • Sergio ha detto:

        Affermazione tanto vera quanto totalmente avulsa dal contesto storico.
        Non a caso, quanto al marxismo, le ho citato la Scuola di Francoforte.
        Molto spesso i concetti elaborati dai pensatori vengono aggiornati e rivisitati alla luce dell’evoluzione del contesto storico e culturale di riferimento.
        Marx non era neanche un sostenitore dei diritti delle donne ma potrebbe mai una persona che ad esso si ispira essere sessista?
        Lei proclama di agire in nome della razionalità e poi fa affermazioni di una tale superficialità intellettuale che farebbero ridere se non fossero tragiche.

      • Sergio ha detto:

        Il problema è che lei ha dei modelli di riferimento che neanche conosce approfondotamente e, quando questo le viene evidenziato, cerca di cavarsela con frasi fatte ….
        Quanto ai pappagalli (quelli veri non quelli del suo linguaggio specista), li preferisco senz’altro a lei.

      • Francesco S. ha detto:

        Che cosa facciano alla sostenga la scuola di Francoforte non mi interessa, sono solo opinioni, tutta la filosofia è fondata su opinioni tra loro contrastanti. E comunque il discorso con lei è chiuso, la reductio hitlerium l’ha sancito.

      • Sergio ha detto:

        Prima affermazione del signor Francesco:

        “i diritti e doveri siano un contratto sociale tra esseri in grado di comprendere quel contratto fondamento della società civile”

        Gli viene fatto notare che le conseguenze inevitabili di quell’affermazione sono che chi non ha capacità intellettiva per comprendere il citato “contratto” (umani caratterizzati da deficit intellettivi o bambini piccoli) resta fuori da esso, non avendo quindi diritti.
        Ciò porta dritto dritto alla giustificazione di politiche eugenetiche, volte a sopprimere esseri umani privi, appunto di diritto.

        A questo punto l’ineffabile signor Francesco replica (o meglio crede di replicare) facendo un’affermazione priva di senso:

        “Il contratto sociale include tutti i membri del gruppo biologico che ha espresso il contratto in quanto mediamente quel gruppo è in grado di comprenderlo. Ci fosse un’altro gruppo biologico diverso dai sapiens in grado di comprendere il contratto, almeno in media, ne entrerebbe a far parte. Disabili e bambini fanno parte della società ergo si applica pure a loro”

        Quindi:
        1. Prima si dice che il succitato “contratto sociale” dalla cui stipulazione deriverebbero i diritti minimi (diritto a non essere oggetto di sfruttamento, ad esempio) vale solo per coloro che sono in grado di comprenderlo
        2. Poi si dice, con affermazione priva di apprezzabili motivazioni, che gli effetti di tale contratto si estendono anche ai soggetti facenti parte dello stesso “gruppo biologico” o “società” di coloro che lo hanno “stipulato”.

        E’ abbastanza evidente che tale estensione, effettuata solo per evitare di passare per nazista, non ha alcun fondamento logico.
        Delle due l’una: o i diritti valgono solo per chi li può “comprendere” oppure valgono per tutti, anche per coloro che, per vari motivi, non hanno partecipato alla stipulazione del “contratto” da cui essi derivano.

        Il signor Francesco fa una grande confusione tra i diritti che derivano, ai privati, dalla stipulazione di contratti regolati dal diritto civile (diritti che, fatta eccezione per la figura del “contratto a favore del terzo”, non si estendono a soggetti diversi dalle parti contrattuali) e diritti del tutto diversi, quali quelli cosidetti inalienabili. Nel caso di questi ultimi, storicamente, le lotte di liberazione hanno mirato proprio a ciò che il signor Francesco nega: estendere i diritti anche a coloro che, in quanto esseri deboli, non potevano acquisirli da soli.

        Aggiungo anche che estendere i diritti solo all’interno di un determinato gruppo biologico introduce una grande arbitrarietà: cosa si intende per gruppo biologico? Tutti gli appartenenti alla specie umana? O tutti gli appartenenti alla specie umana di razza caucasica, magari biondi e con gli occhi azzurri?

        Chiudo, infine, dicendo che il “giochino verbale” con cui il signor Francesco mi accusa di reductio ad hitlerum non funziona:
        La reductio ad hitlerum è utilizzata per connotare negativamente una persona solo perchè ha una caratteristica che la accomuna ad Hitler, senza interrogarsi sulla negatività o meno di tale caratteristica, assunta in sé (celebre l’esempio di Dawkins sui baffi di Hitler e Stalin).
        Io non ho effettuato tale artifizio retorico limitandomi ad affermare che:
        – l’approccio del Sig. Francesco, come ho più sopra nuovamente argomentato, porta diritto all’eugenetica;
        – in tal senso le idee del Sig. FRancesco sono pericolosamente paragonabili a quelle dei nazisti.
        In altri termini il Sig. FRancesco non assomiglia a Hitler perchè entrambi hanno i baffi o perchè entrambi amano la Sassonia ma perchè entrambi hanno un concetto di diritti inalienabili che esclude tutti coloro che non hanno la capacità di prenderseli da soli …

        Con buona pace di Marx, Gramsci e Russell.

      • Francesco S. ha detto:

        ERRATA:
        si cancelli “facciano alla”

      • Francesco S. ha detto:

        Ma non vede che lo ammette anche lei che i cosiddetti diritti inalienabili non esistono prima dell’uomo e anzi ne sono un processo storico, frutto di un accordo tra le parti, mica è detto che questo accordo è stato ottenuto in modo pacifico. I diritti sono un prodotto umano questo si evince da una analisi materialistica della storia. Voler applicare qualcosa d’umano a chi non ha neanche il potenziale biologico per comprenderlo non ha fondamento razionale con buona pace di Marx, Russell e Gramsci. Tante belle parole ma non mi è stato dimostrato perchè razionalmente si dovrebbero riconoscere diritti umani agli animali non umani. Il motivo è semplice non ce ne sono si basa tutto sull’empatia invece che è un sentimento e i sentimenti non sono una risposta razionale.

      • sergio marchese ha detto:

        Da quanto ha scritto appare, con tutta evidenza, che lei non ha alcuna conoscenza in materia di antispecismo, il che non sarebbe cosi’ grave se non pretendesse di esprimersi al riguardo. Se avesse avuto la bonta’ di leggere qualche scritto di Filippi, Sottofattori o Maurizi si renderebbe conto delle sciocchezze che, senza ritegno, afferma. Ma d’altra parte cosa ci si puo’ aspettare da una persona che cita Marx, usa la locuzione “materialistico” e non conosce le elaborazioni teoriche della Scuola di Francoforte? Concludo dicendo che, ferrmo restando che ci sono motivazioni assai piu’ ampie della sola emparia che supportano le posizioni antispeciste, l’empatia e’ una fondamentale capacita’, che ci consente di metterci in contatto profondamente con gli altri e non ha ragione di essere messa in secondo piano e contrapposta rispetto a una razionalita’ che, per come da lei intesa, e’ puro cinismo

  7. Maria Antonietta ha detto:

    Un commento sulla Magistratura quindi sugli esseri umani chiamati Magistrati.
    I miei “miti” (tra le virgolette! Prudenza, nel dare valore agli esseri umani) sono Falcone e Borsellino.
    Per quale ragione? Sono stata impressionata da una loro asserzione. Se (con i miei scritti), fossi diventata Grazia Deledda o Indro Montanelli, subito dopo avrei dovuto dire, come loro dissero: “Sono un cadavere che cammina”? Boh!
    Comunque sia: i magistrati sono uomini in carne ed ossa come noi.
    Evidenziando le eccezioni (mi sono spesso imbattuta in eccezioni), sono talvolta fallaci, emotivi, condizionati e condizionabili, paurosi, insicuri e resi sicuri da esterne mantelle di ermellino, eleganti cappelli, imponenti banchi di legno in cui siedono……..
    Prudenza e lungimiranza, quindi, nelle azioni.
    A proposito di uomini di valore.
    Mi rivolgo a Pro Test:
    nella vostra home page (se la memoria non mi sta ingannando), avete pubblicato un gruppo di voi, con camice, occhialini…., in primo piano ho notato uno con lo sguardo verso l’alto…..
    Scusatemi, se sto ricordando in modo errato. Se sto ricordando giusto, vi domando
    quanti punti attira, quell’immagine 🙂
    Quanto, nel trattare la SA o la vivisezione, siete consapevoli e seri? 🙂
    Non rispondetemi, passate la domanda a quei signori che si occupano di pubblicità, cura dell’immagine, messaggi del corpo eccetera
    Maria Antonietta
    Sardegna

  8. rita ha detto:

    @ Francesco S., lei scrive: “Voler applicare qualcosa d’umano a chi non ha neanche il potenziale biologico per comprenderlo non ha fondamento razionale con buona pace di Marx, Russell e Gramsci. ”

    Che gli animali non abbiano il potenziale biologico per poter comprendere il basilare diritto a essere lasciati vivere in pace, lo dice lei… poiché comprendono e soffrono la privazione della libertà, comprendono anche il suo esatto opposto.

    L’antispecismo e la liberazione animale non si basano sul solo sentimento dell’empatia, ma su molto altro, come le è stato più sopra fatto notare. Magari sì, leggersi qualcosa prima non sarebbe male.

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