Come il femminismo divenne ancella del capitalismo – e come riscattarlo

di Nancy Fraser Un movimento che è nato come una critica dello sfruttamento capitalista ha finito per apportare idee chiave alla sua ultima fase neoliberista. Come femminista, ho sempre pensato che, combattendo per l’emancipazione delle donne, stavo costruendo un mondo migliore – più egualitario, giusto e libero. Ma ultimamente ho cominciato a preoccuparmi che gli … Continua a leggere

Farla finita con l’idea di umanità – seconda parte

di Yves Bonnardel Poter imporre il proprio dominio non significa essere nel giusto. Continua da qui. Bisogna anche liberarsi dell’idea dominante di naturalità. Per noi è scontato essere parte della specie umana, e questo è un concetto importante, poiché rappresenta  un criterio morale: siamo nat* in quest’evidenza, ce l’hanno insegnata. Ci riconosciamo l’un l’altr* come … Continua a leggere

Farla finita con l’idea di umanità – prima parte

di Yves Bonnardel Dal sito intersezioni Gli sfruttatori distorcono sempre la realtà, camuffandola in una bella confezione che inganna la maggioranza delle persone. Uno degli aspetti che sicuramente impedisce a molt* attivist* (e alla generalità delle persone, ovviamente) di vedere le connessioni tra antispecismo e antisessismo/razzismo/fascismo, deriva da quell’idea – tutta specista, ma oramai peculiare … Continua a leggere

Apicoltura e specismo. Un’esperienza personale.

di Paolo Faccioli Riceviamo e pubblichiamo il contributo di un apicoltore sulle specificità e le contraddizioni della pratica di allevamento delle api. Si tratta della descrizione di un’esperienza personale, arricchita recentemente anche da concezioni critiche circa lo sfruttamento del mondo non-umano che si presta alla discussione e allo scambio di idee. La redazione, che non … Continua a leggere

Lode ai pupazzi di Banksy, che ci insegnano il valore della distanza

di Serena Contardi Per studiar minuziosamente un grottesco, per prolungar freddamente un’ironia, bisogna avere un sentimento continuo di tristezza e di collera (L. Pirandello) Brooklyn, 11/10/2013. Urla, mugolii, lamenti. Pianti disperati e richieste di giustizia («Per di più, crediamo che i suoni e le strida che gli animali emettono siano voci inarticolate, e non piuttosto … Continua a leggere

Blancanieves: il toro vive e gli animalisti sbagliano?

a cura di Animalisti FVG Le repliche delle Giornate del Cinema Muto alle contestazioni nei riguardi della pellicola Blancanieves sono, è il caso di dirlo senza titubanze o giri di parole, oltremodo deludenti sia per i contenuti che per i toni; così a un iniziale rammarico per quella che abbiamo ritenuto una scelta poco felice (dedicare … Continua a leggere

Sperimentazione animale: riflessioni a latere del X Congresso dell’Associazione Luca Coscioni

di Maria Giovanna Devetag Ho avuto modo, nei giorni scorsi, di ascoltare alcuni degli interventi del X congresso dell’Associazione Luca Coscioni: molto pochi rispetto al totale, per mancanza di tempo, e mi riprometto di sopperire il più presto a questa mancanza. Come prima considerazione, devo confessare che mi ha fatto piacere notare, qua e là, … Continua a leggere

Il naufragio di Lampedusa una tragedia? No, un crimine. Di guerra

di Antonio Volpe L’altro ieri questo paese celebrava il lutto nazionale per la morte di un numero  ancora   imprecisato  di migranti davanti alle proprie coste.  Come se non ne morissero quasi ogni giorno e della legittimità della parola tragedia si decidesse in base a un calcolo numerico. Quale soglia numerica fa diventare una disgrazia una tragedia? Abbiamo bisogno … Continua a leggere

Le bestie che dunque siamo

di Marco Maurizi L’uomo ha sempre sentito il bisogno di dare un nome a ciò che gli appare ignoto in modo da renderselo più presente e, dunque, meno oscuro e minaccioso. Ma esistono nomi che assolvono il compito esattamente opposto: di una vicinanza e di una continuità fanno un’abissale lontananza e un’invalicabile barriera. Se, come … Continua a leggere

Muri – I sogni fuori e dentro il carcere

 di Nujud Qitta     Venticinque metri di vernice nera sul muro bianco incerto dell’enorme complesso penitenziario Rebibbia a Roma aprono una ferita tra un esterno pieno di contraddizioni e un interno misterioso e insondabile. “E’ inutile che vivi fuori se sei morto dentro” è la scritta cubitale che si conclude con la A cerchiata … Continua a leggere