Soutine e quei corpi straziati

di Nujud Qitta Uno schiaffo in faccia, una domenica mattina dedicata a una mostra d’arte. In mezzo ai quadri dell’esposizione Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter saltano agli occhi due corpi straziati d’animali. Non che una rassegna con tale titolo si proponga di essere rassicurante, ma una riflessione antispecista proprio non ce … Continua a leggere

Apprendimento e modello cognitivo nel mondo animale. Vivere è imparare

di Roberto Marchesini Vivere è imparare e apprendere è risolvere i problemi ovvero costruire nuove teorie sul mondo: questo è il fondamentale lascito che ci hanno dato in eredità due grandi autori, Konrad Lorenz e Karl Popper, nell’interessante dialogo condensato nel libro intervista Il futuro è aperto [1], che rimarca il ruolo attivo del processo … Continua a leggere

Che bella la disobbedienza civile. Ma qualcuno comincia a disobbedire?

di Serena Contardi Apprendo con sincero sbigottimento delle nuove teorizzazioni del vegetarismo come forma di disobbedienza civile. Non ho mai pensato che versare del latte di soia nella mia scodella dei cereali facesse di me una “disobbediente”. Forse sono una persona modesta. Thoreau, il cui nome, almeno ultimamente, si apparecchia tanto di frequente sulle bocche … Continua a leggere

Il dibattito antispecista si arricchisce. Ma non in Italia.

di Alberto Pitton Le voci nel panorama antispecista internazionale si moltiplicano e, per fortuna, non solo all’interno del “movimento”. Anzi, la penetrazione della questione animale anche in ambito accademico ha prodotto una serie di interventi, studi e tendenze che vanno ad arricchire il panorama asfittico dei “classici”, proponendoci una serie di problemi e soluzioni inedite. … Continua a leggere

Paura dei sentimenti: trauma e guarigione nel movimento di liberazione animale

di Pattrice Jones (da Intersezioni. Traduzione di feminoska, revisione di Eleonora) Anche nel caso di questa traduzione sottolineiamo che nel testo viene usato il termine ‘animali’ a designare gli animali non umani; pur rispettando la lettera del testo originale, ci preme sottolineare che animali non umani sarebbe stato un termine più felice, nell’ottica di riaffermare … Continua a leggere

Un movimento? Sì, ma uno tsunami

di Antonio Volpe Si sente ripetere sempre più spesso, dall’interno del movimento antispecista, che la lotta per la liberazione insieme non umana e umana sarebbe un tentativo di fornire alla lotta per i non umani un’ipocrita aura di legittimazione, facendo l’occhiolino a movimenti antropocentrici che si occupano in realtà di umani soltanto e delle altre … Continua a leggere

Il terzo spazio inaspettato

di Barbara Balsamo   La liberazione del 9 novembre dei visoni dell’allevamento di San Marco, Ravenna, ha concesso a pochi esemplari di salvarsi. Infatti dei 1200 visioni liberati da ignoti, solo 250 sembrano “scomparsi”. Occorre guardare altrove per cercare una via di fuga che non sia immaginaria. Occorre guardare dove l’umano, tutto l’umano, getta la … Continua a leggere

La sindrome da burnout e l’attivismo per i diritti animali

a cura degli Animalisti FVG La sindrome da burnout è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. Stiamo parlando di una sindrome che coinvolge molte figure professionali, come ad … Continua a leggere

Quando si tratta di animali, per alcune persone niente è già troppo.

di Aurélien Barrau   Pubblicato sul blog intersezioni, traduzione a cura di Marco Reggio e feminoska, revisione di Eleonora. N.B.: Nel testo in questione viene usato il termine ‘animali’ a designare gli animali non umani; pur rispettando la lettera del testo originale, ci preme sottolineare che animali non umani sarebbe stato un termine più felice, sia nell’ottica … Continua a leggere

Hitler e l’uomo di paglia. I talebani della ricerca alle prese con la logica.

di Alberto Pitton Una volta pensavo che il mondo ospitasse una discreta quantità di persone sciocche e arroganti. Poi è arrivato internet e la consapevolezza del loro numero è cresciuta in modo esponenziale. Evidentemente, la sicurezza garantita dall’anonimato dietro lo schermo congiunta alla sensazione di onnipotenza che dà la possibilità di lasciare un segno nel … Continua a leggere